L’IMPORTANZA DELLA LIBERTA’, L’IMPORTANZA DEI CONFINI: come alimentare l’autostima in tuo figlio

L’importanza della Libertà e l’importanza dei confini.

Che tema battuto e ribattuto.

Cosa si intende quando si chiede ad un bambino di essere bravo, di dare il meglio di sè?

Quando parlo di dare il meglio di sè non significa essere capaci di ‘sottomettersi’ a contesti che non si condividono, il punto è che un bambino non ha la maturità per discernere tutto, anche se ha il diritto, che deve poter esercitare, di manifestare

– chi è in modo autentico

– cosa gli piace

– cosa desidera

Il bambino agisce per il puro principio del piacere (che è un pò quel che noi adulti perdiamo da grandi e dovremmo recuperare..) e per quello si batte senza sosta, non ci sono Santi.

Però come è vero che merita rispetto è anche vero che è un bel valore per lui regolarsi ed imparare ad attendere e rispettare i tempi degli altri ed imparare ad ascoltare gli altri: per questo è necessaria la capacità di darsi delle pause, di sentire che è davvero utile, vantaggioso e piacevole fermarsi e portare l’attenzione da se stessi a qualcun altro perchè in quel modo qualcosa di nuovo può essere trovato, accolto ed è qualcosa che li può arricchire e ‘riempire’.

A volte credo che tanti bambini, in modi diversi, siano così tanto impegnati ad agire, a fare, a buttare fuori che  hanno poca attitudine per fare un’altra esperienza, altrettanto forte ed impattante che è quella di fermarsi non solo per ascoltare gli altri ma per ascoltare davvero ciò che sentono dentro, sentire in modo più definito ciò che si muove dentro e quali risorse portare fuori in un determinato momento a seconda del contesto, quella che è la risposta più buona per loro in quel momento!

Ad esempio : se in una conversazione in classe stanno affrontando un argomento che per un bambino è noioso, lui può sapere che ascoltare gli consente di decidere e se la cosa non  lo garba lui può concordare con la maestra di ascoltare colorando o facendo una cosa che non disturba gli altri. Questo accordo mette in pace la maestra che non lo riprende perchè si fa i suoi, permette a lui di dedicarsi a qualcosa che gli piace di più e se improvvisamente sente che qualcosa che viene detto gli piace sa che può alzare la mano per dire la sua.

Se non è d’accordo con un’attività che ‘crede’ che non gli piaccia lui può trovare un modo per esprimere le sue riserve senza rifiutarsi di fare un’esperienza dove -magari- poi scopre che ci sono elementi per lui accattivanti. L’adulto è una Guida e anche quando propone delle cose che al bambino sembrano non piacere, se l’adulto in questione è un educatore, per quanto se ne possa dire, ha pensato per lui una cosa utile e piacevole oltre che formativa…chiaro che una cosa di primo acchitto piace a 20 e a 5 no..ma quello dipende dalle categorie del bambino: la presentazione, l’inizio dell’attività è un vestito, una forma ciò che lascerà un impatto è il contenuto e il bambino non piò sapere di questo nè tanto meno decidere su questo,…poichè non ne ha -ovviamente- gli strumenti.

Allora attenzione: giusto che i bambini possano esprimere ciò che pensano ma con rispetto del contesto e di tutti proprio come esigono rispetto per se stessi, dare ciò che si vuol ricevere e per le decisioni la Guida è l’adulto.

Non si può dare al bambino la responsabilità di decidere riguardo alle scelte educative, altrimenti lo disorientiamo, lo abbandoniamo, il bambino ha bisogno di guide sicure, aperte, complici, emotivamente autentiche ma sicure e definite, che mettono confini chiari, semplici e netti.

Lì – dentro quello spazio chiaro e sicuro- il bambino può ‘ballare’ per come davvero è nella sua natura

Questo si trova in ogni pedagogia libertaria che si rispetti dalla Montessoriana, anche homeschooling, alla Steineriana.

In tutto questo lui è rispettosamente se stesso e rispettosamente con gli altri: la differenza? Invece di fare e dire quel che vuole random..ha delle strutture che gli permettono di fare per come è seguendo ciò che davvero gli va senza essere ripreso,  o senza disturbare perchè vuole fare qualcos’altro, negli ultimi casi l’esperienza è di confusione e frustrazione, nel primo di accordo e soddisfazione.

E tu mamma mi dirai : ed io come posso fare per fare in modo che mio figlio si comporti così ?

Innanzitutto comprendere che le modalità che  ho descritto non sono da Robot bensì da bambini che si possono, in certi momenti ‘autogestire’, poi è chiaro che nei momenti liberi si devono sfogare più liberamente.

Perchè se tu credi che essere liberi di essere se stessi sia poter fare e dire per come si è …rimaniamo un pò sul vago è tutto e niente e allo stesso tempo il ‘devi ascoltare la maestra’ non funziona più per tanti motivi.

Quindi Tu puoi trasferire a loro più che insegnare.

Alcuni comportamenti i bambini li aggiustano loro con l’esperienza e la pratica ma è importante che partano da principi che dentro di loro sono ‘autorizzati’ dalle figure primarie: Mamma e Papà.

Per questo si fa sempre riferimento ai  genitori: siete voi che date -indirettamente- dei codici inconsci per cui poi anche fuori certi comportamenti sono semaforo rosso e altri verde.

Non dico certo che normalmente state dando il via a comportamenti ribelli o autocelebrativi dei vostri bimbi però cosa succede, che quando tornate dal lavoro e magari li vedete poco, alcuni sentimenti tipo ‘sensi di colpa’, fastidio, pesantezze si insinuano in voi e faticate a trovare il modo di vivere la gestione di certi stati d’animo più come esperienza che non con comandi secchi.

In questo modo loro continuano ad essere random e credere che sia giusto così, tanto voi siete sempre lì a fare fatica a urlare in caso ci sia proprio da fermarli.

Il punto è porsi un altro obiettivo: credere e sapere che loro, pur essendo vivaci e selvaggi 😉 possono anche sperimentare che è bello, utile e sano per tutti autogestirsi nel parlare, nel giocare, nel fare i compiti…e questo se lo sperimentano in casa  con voi costantemente con gratificazioni personali (non giochi, ma piacere, soddisfazione, senso alto di sè, senso personale di responsabilità) lo portano anche fuori perchè diventa il loro stile di vita, esaltante, colorato e ordinato.

Non credere mamma che parole come senso di sè e responsabilità siano troppo alte per dei bambini perchè ovviamente è calibrato alla loro età: è proprio sentirsi responsabili di sè e di qualcosa che li fa sentire che valgono, che qualcuno riconosce in loro qualcosa di importante. Questo è un modo molto naturale per potenziare l’autostima al di là del narcisismo.

In tutto questo non devi dire loro come fare, devi sperimentare prima su di te che si vive meglio con determinate modalità e attraverso determinate esperienze perchè senza questo passaggio, altrimenti cercheresti solo di parlare e indicare qualcosa che non ti è ben chiaro e in cui magari non credi nemmeno tanto allora è chiaro che non funziona, non attecchisce, giusto?

Se invece sperimenti su di te qualcosa che ti fa dire, cì mi convince si sta bene e funziona allora il passaggio a loro diventa naturale, vedono te stare meglio in un certo modo e ti ‘imitano’ senza troppe complicazioni.

E’ una cosa più di pancia che di parole.

E’ una cosa più semplice che complessa, più semplice  a viverla che a spiegarla!

Il faro in tutto questo è la mamma perchè la mamma è collegata alle emozioni, l’uomo fa più fatica può essere un importante complice e integrare con altri aspetti altrettanto importanti però chi guida è la donna, ahimè lo sai già 😉

Ecco perchè porto avanti con le Mamme un percorso meraviglioso: “Ricomincio da Me”

http://www.bimbivivi.com/servizi/ricomincio-da-me-percorso-per-mamme-un-lavoro-su-te-stessa-per-ritrovare-larmonia-con-tuo-figlio/

Buon Lavoro!

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