DISTURBI DEL COMPORTAMENTO: parli la lingua di tuo figlio?

IperattivoSi parla spesso dei disturbi del comportamento,  dell’iperattività, delle difficoltà negli apprendimenti,  nell’organizzare le attività o le autonomie, nel rispettare le regole…e non si parla quasi mai di cosa o come i bambini “sentono”...
So bene che in realtà è un argomento che interessa ai genitori e anche a te che stai leggendo vero?
Vorremmo tanto poter avere una bella bacchetta magica per capire, in certi momenti, cosa succede dentro ai bambini e come fare per sistemare le cose con loro in un attimo…
La verità è che spesso quello che i bambini ‘sentono’ davvero rimane un mistero per i ‘grandi’….e come tale è qualcosa che si cerca di maneggiare con tanta cautela  fino quasi  a rinunciare..evitare di maneggiarlo per paura di…per paura che….
Così quando un bambino presenta disturbi del comportamento, ossia tutte quelle dinamiche che mettono in difficoltà lui e chi gli sta intorno …non è detto che accettiamo di affrontare la cosa.
Magari il nostro bambino non riesce a controllare il comportamento  e in varie occasioni si fa male o fa male ai compagni o rompe qualcosa….oppure al supermercato o al ristorante strilla e si dimena e tutti ci guardano straniti e..infastiditi…oppure la sua difficoltà a gestire gli stati d’animo impedisce al nostro bambino di concentrarsi, di prestare attenzione, di stare attento per più di 10 minuti col risultato che…durante l’interrogazione non riesce ad esprimersi, durante una gara sportiva non riesce a dare il meglio di sè...durante un gioco non riesce a mettere in atto i suoi talenti e andare a fondo….col risultato di tenere sempre lontane le soddisfazioni e fare la collezione di esperienze frustranti che lo depotenziano sempre di più…oltre a depotenziare l’immagine che di lui hanno gli altri intorno (genitori, insegnanti, amici…).
Allora poco importano i dibattiti sulla ADHD, se l’iperattività esiste oppure no, se un bambino ha la diagnosi relativa ad un disturbo del comportamento oppure no….quando vediamo che il nostro bambino presenta dei comportamenti tramite i quali non arriva ad avere soddisfazioni  ed esperienze costruttive e -in più- quei comportamenti mettono in difficoltà anche noi….non sopportiamo oltre nella speranza che qualcosa cambi da sè!……
Quando un tubo dell’acqua perde se aspettiamo sappiamo benissimo che la perdita aumenterà fino a che la rottura del tubo provocherà un disastro in casa…è per quello che chiamiamo l’idraulico che fa la riparazione in modo che tutto funzioni e noi possiamo stare tranquilli.
Per ogni ambito della vita quando vediamo qualcosa che non va sappiamo come ‘riparare’ perché negli aspetti più operativi tutto è più visibile e chiaro e si sa come intervenire concretamente.
Nelle difficoltà che riguardano i comportamenti invece sappiamo benissimo che c’è un aspetto sotterraneo che a volte è inafferrabile e incomprensibile e questo ci dà la sensazione anzi…la certezza che per quei motivi sia anche incontrollabile!
Come dicevo all’inizio  spesso allora non si parla, non si condivide, non viene detto qualcosa di molto importante riguardo a ciò che sentono i bambini, adesso ti spiego il perchè.
Noi adulti interpretiamo e viviamo la realtà usando soprattutto l’emisfero sinistro del nostro cervello che è quello deputato alla razionalità e alle attitudini analitiche organizzative, questa è un’abitudine necessaria per affrontare la realtà e rispondere ai problemi quotidiani.
Il punto critico arriva nel rapporto con i bambini poichè loro, da 0 ai 10 anni,  vivono la realtà e comunicano in essa soprattutto con l’emisfero destro deputato alle emozioni, intuizioni, sensazioni…
Questo crea un gap, cioè un vuoto tra noi e loro…una falla che spesso non permette la comprensione e la comunicazione nè tantomeno quindi la collaborazione.
Ecco perchè è importante connettersi col bambino e comprendere ciò che sente: noi adulti vogliamo andare direttamente al punto…agire col bambino in modo da poter intervenire su quello che lui FA e così saltiamo un passaggio…..
solo passando, capendo ed intervenendo in modo costruttivo su ciò che il bambino SENTE possiamo guidarlo in modo positivo in quello che FA.
Burrhus Skinner (19041990), della Harvard University,  pose le basi per la scoperta delle leggi e dei più importanti paradigmi del comportamento, dando origine ad un modo nuovo di concepirne le cause e consentendo così di allargare in modo significativo le possibilità di influire sui comportamenti osservabili. Il suo grande merito, è infatti quello di avere scoperto che i comportamenti umani sono prevedibili e controllabili attraverso una opportuna gestione di due classi di stimoli dell’ambiente fisico: gli stimoli “antecedenti” che l’organismo riceve prima di attuare un comportamento e gli stimoli “conseguenti” che l’organismo riceve immediatamente dopo che il comportamento è stato posto in essere.
Per poter aiutare il tuo bambino, perchè tu mamma lo sai e lo senti quando c’è qualcosa che non va, la prima cosa da fare è AMMETTERLO con te stessa con la fiducia che ‘visto’ il problema troverai la soluzione.
E come? ti starai chiedendo….
Bene, intanto cercando di allineare la tua comunicazione a quella di tuo figlio:
tuo figlio parla il linguaggio delle emozioni? Fallo anche tu!
Forse te ne sei dimenticata…ma anche tu sei stata bambina ..poi adolescente..connettersi con il proprio mondo emotivo e con il proprio bambino interiore è qualcosa che aiuta a connettersi con il proprio figlio e capirlo in empatia, sentendo qualcosa che noi già conosciamo perchè lo abbiamo vissuto anche noi..o abbiamo vissuto qualcosa di simile.
Detto questo se si è poco avvezzi a maneggiare le proprie emozioni o quelle del proprio bambino si può sempre iniziare e il modo migliore – data la mia esperienza – è proprio l’esperienza.
Come ho già detto in altre e-mail lo studio e le letture mi hanno aiutato tanto ma per tutti- bambini e grandi- il vero apprendimento è tramite l’esperienza!
Allora se vuoi imparare a ‘decifrare’ i segnali e i ‘campanelli d’allarme’ di tuo figlio per poi sapere come gestire eventuali segnali di disagio per superare insieme la difficoltà rivolgiti a qualcuno come me che – oltre che competente- è esperto, appunto!
Per ricevere una guida concreta e personalizzata nel riconoscere i bisogni specifici del tuo bambino e condividere e costruire insieme strategie per superare le difficoltà in ogni momento del quotidiano: a casa, a scuola, al parco, ecc.

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