COSA FARE QUANDO -ALL’USCITA- LA MAESTRA TI INTERCETTA PERCHE’ TUO FIGLIO L’HA FATTA GROSSA…

All’uscita da scuola la maestra ti intercetta..e tu capisci che vuol parlare con te..che tuo figlio l’ha fatta grossa!

Cosa fare? Come comportarti con tuo figlio? Qual è il ‘giusto’ atteggiamento da tenere con lui ?

Quando una mamma all’uscita da scuola del figlio si sente ‘chiamare’ dalla maestra ..per prima cosa vorrebbe sprofondare.

Sembra una banalità ma ritengo che questo momento sia molto delicato per un genitore per due motivi:

  1. Non sapendo cosa è successo (non essendo presente a scuola) scatta subito l’ansia..
  2. L’essere ‘chiamata’ in mezzo a tutti gli altri genitori che -si sa- guardano e giudicano più o meno indirettamente- è come essere additata, lo si vive sul personale e questo, attenzione, può condizionare la reazione col bambino (qualsiasi cosa sia successa)

Come fare?

E’ buona cosa che la maestra, qualsiasi cosa debba comunicare riguardo al bambino, lo faccia rispettando la prassi  scolastica (è un regolamento, non è solo buon senso):

a) chiamare mamma e bambino in aula o in uno spazio dove la comunicazione avvenga rispettando la privacy

b) dare la comunicazione in presenza del bambino: la condivisione è necessaria come è necessario che il bambino abbia la possibilità di ascoltare e anche spiegare le sue motivazioni senza venire escluso da ciò che lo riguarda (in tal caso sarebbe leso il rispetto verso il bambino e la fiducia che lui nutre nei confronti di mamma e maestra)

La maestra quindi – in presenza di entrambi andrà a spiegare: l’accaduto potrebbe riguardare un problema di comportamento, oppure di attenzione, una difficoltà durante il lavoro oppure difficoltà che si stanno ripetendo in ambito di comportamento e/o apprendimento.

La cosa migliore è, nonostante l’apprensione, la fretta e tutto il resto, ascoltare: è l’unico modo per comprendere ciò che è accaduto in tua assenza.

Successivamente, coinvolgendo il bambino sarebbe buona cosa lasciare che il suo intervento fosse spontaneo oppure rivolgere due domande:

1- cosa hai sentito ?

2-cosa puoi fare per migliorare la situazione? Per rispondere a questa difficoltà in modo diverso la prossima volta dando il meglio?

Questo atteggiamento è quello da tenere anche fuori dalla scuola, dopo il ‘confronto’ con la maestra in quanto, per favore, ricordiamoci che la cosa importante è aiutare il bambino a comprendere dove ha sbagliato, come ‘aggiustarsi’ in modo da essere più responsabile: responsabilità è la capacità di rispondere ad una situazione.

L’obiettivo non deve mai essere ‘punire’ perchè ha fatto qualcosa di sbagliato.

L’obiettivo è GUIDARE!

Allora mamma ti chiedo di centrarti su questo obiettivo che prima di tutto guiderà te e ti aiuterà a mantenere il giusto atteggiamento e trovare le parole per accogliere le motivazioni della maestra e anche di tuo figlio.

Non è facile- stai pensando- lo so!

Se lo fosse starei a scriverne un articolo? 😉

Ti voglio dare una mano in base alla mia esperienza in lungo e in largo in questi vent’anni suonati (autch!!) nella scuola e non solo.

Ti chiedo allora di non farti ‘fregare’ dal tono o dall’impeto dell’insegnante: non dico questo certo per minimizzare o screditare il ruolo dell’insegnante! Lo sono anche io …Proprio per questo so che a volte, a caldo, il racconto di un episodio che va segnalato può essere caricato da un vissuto emotivo che risente di un’intera mattinata ‘ricca’ di stimoli di vario genere e tipo da tanti bambini con esigenze e modalità differenti. Quindi l’enfasi a volte è forte e ti chiedo di comprenderlo senza per questo sentirti in dovere di drammatizzare ciò che ha fatto tuo figlio.

Ti chiedo di rimanere obiettiva anche riguardo un altro punto: il fatto di essere stata chiamata dentro dalla maestra, di aver ‘dovuto perdere tempo’, di aver ascoltato qualcosa di spiacevole che ha fatto tuo figlio potrebbe ‘toccarti’ in modo particolare e potrebbe toccare una ferita tua che ti porta a sentirti ‘in dovere’ per essere una buona madre, una madre educante (anche davanti all’autorità rappresentata dalla maestra) di rimproverarlo e tornare sulla questione, fuori da scuola, con ‘sanzioni e/o punizioni.

Ti dico invece: torna all’obiettivo!

L’obiettivo è guidarlo ad essere più responsabile. L’educazione è un mezzo non un fine, educare deriva dal latino ex ducere “condurre da.. a… ”

Non vuol dire punire!

Usciti da scuola avrete già parlato abbastanza della questione: godetevi allora il vostro tempo, se gli vuoi chiedere qualcosa chiedigli

” qual è la cosa più bella che hai vissuto oggi?” Poi pensane una anche tu e condividila con lui, tornagli vicino ..fagli sentire che siete una squadra. Parlate di altro.

Più tardi ne parlerà col papà e potrete riparlarne di nuovo e allora se ti è venuto in mente qualcosa che desideri aggiungere come suggerimento o idea o riflessione lo potrai fare.

Se desideri che viva la conseguenza di ciò che ha fatto, sappi che questo deve accadere a scuola dove e nel momento i cui agisce.

Se ha comportamenti non  adeguati rispetto alla disciplina o all’apprendimento cerca piuttosto di capire dove sta il problema, cosa impedisce al tuo bambino di avere gli atteggiamenti più utili anche a lui per avere soddisfazione. La comunicazione su questo può essere indiretta, bigliettini, giochi…in tal modo si sentirà più libero di essere davvero spontaneo e sincero e creativo nel pensare a risposte altre rispetto a quelle messe in atto fin’ora

Ricordati però che i tuoi moniti o suggerimenti saranno accolti come da un terreno fertile quando siete in ‘complicità’ quando sarai in un momento in cui sei in grado di essere empatica con lui mentre saranno letteralmente ‘sprecati’ quando glieli rifili in un momento di rabbia, frustrazione o durante un ‘predicozzo’.

Vuoi dare un segnale se ha sbagliato?

Ok, lo sa che ha sbagliato e se invece non ha la percezione del proprio sbagliare allora significa che bisogna lavorare più costantemente e di fino…affinchè abbia una percezione realistica rispetto alle conseguenze delle proprie azioni, non sarà una sfuriata dopo il richiamo della della maestra che risolverà tutto.

In ogni caso -nel riprendere la questione- assicurati di volerlo aiutare attraverso una modalità utile e appagante per lui e per te, fai in modo che sia un momento di crescita per entrambi e non un momento di ‘rivalsa’ per ciò che tu hai sentito rispetto a te stessa in occasione del suo richiamo!

Questo a che fare con te e se non lo riconosci e non lo gestisci come aspetto tuo..condizioni il tuo modo di educare tuo figlio e la tua relazione con lui..soprattutto anche i suoi comportamenti verso di te!

Per questo ho ideato un approccio di lavoro dove mi occupo sia del bambino che della mamma nella relazione educativa e per questo ho  creato un percorso fantastico

“Ricomincio da me”

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A presto

 

 

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